Lady MacBeth e la strega
di Federica Carteri, liberamente ispirato a Macbeth di William Shakespeare
Atto unico di 60 minuti circa – Produzione 2026
Scenografia, costumi, musiche e illuministica a cura di Gatto Rosso
Interpreti – Federica Carteri e Noemi Pezzini
Lady Macbeth e la Strega nasce da un atto di sottrazione e di concentrazione: spogliato di gran parte della trama originale, Macbeth diventa il palcoscenico intimo di due figure femminili – Lady Macbeth e la Strega – unite da un vincolo ambiguo, dove si mescolano ambizione, complicità, manipolazione e un’oscura forma di sorellanza. Non si tratta di un semplice dialogo tra due personaggi: la Strega non è più soltanto profetessa esterna, ma diventa l’ombra interiore di Lady Macbeth, la sua voce segreta, la sorella che la spinge verso il punto di non ritorno. Il loro rapporto è un patto silenzioso, un rituale che scivola dalla lucidità strategica alla vertigine della follia, in un crescendo in cui il potere si tinge di sangue e l’identità di genere viene messa in discussione.
Il punto di vista è radicalmente femminile: non quello delle vittime, ma quello di chi agisce, di chi desidera e trama, di chi osa appropriarsi della forza e della ferocia tradizionalmente negate alle donne. Lady Macbeth e la Strega diventano due poli dello stesso essere: la volontà politica e il caos, l’ambizione e la magia, la determinazione e la perdita di sé.
Il linguaggio scenico alterna inglese shakespeariano e frammenti in italiano dal timbro incantatorio, accompagnati da gesti rituali e da un impianto sonoro che unisce sussurri, echi distorti e risonanze profonde.
I costumi neri e total white, declinati secondo la natura di ciascun personaggio, creano un contrasto violento con la materia oscura che le due portano in scena.
Il risultato è un Macbeth che non racconta una storia di coppia o di potere maschile, ma il viaggio iniziatico di due donne verso un potere che corrompe e un legame che divora.
NOTE DI REGIA
In questo percorso Lady Macbeth e la Strega non sono più solo personaggi ma polarità incarnate: l’ambizione e la preveggenza, il desiderio e la dannazione, la carne e l’incanto. Si muovono in una spirale crescente di tensione, non lineare, ma rituale e circolare, come in un rosario oscuro. Ogni scena è un passo in un viaggio che non mira alla spiegazione, ma all’evocazione di un mistero.
La relazione fra Lady Macbeth e la Strega è uno specchio oscuro. Si osservano, si completano, ma mai si fondono. La simbiosi è un crescendo in cui le due figure diventano una creatura nuova, liminale, che sfugge alla logica della colpa o della follia. Lady Macbeth e la Strega si sovrascrivono a vicenda, fino a creare una terza voce. È un finale di trasformazione profonda, quasi cosmica. Il teatro, qui, diventa atto magico.
Alla fine, Lady Macbeth resta sola, svuotata, portatrice di un gesto che ha perduto il suo senso nel mondo. La Strega si dissolve come un oracolo che ha compiuto il suo compito. È il tragico nel senso più puro: non c’è redenzione, solo eco.
Linguaggio e fisicità – Il corpo guida tutto: movimenti, silenzi, gesti che sono segni.
Il bilinguismo offre crepe, riverberi, profondità: l’italiano è il sangue, l’inglese il sortilegio.
Spazio scenico – Il dispositivo è sempre essenziale: pochi elementi fortemente simbolici (luci, suoni, oggetti scelti con cura). Questo minimalismo non è un limite, ma un potere: costringe all’intensità, alla presenza piena. È teatro dell’evocazione.
Promo – La particolarità del progetto risiede nel bilinguismo: il testo alterna l’inglese e l’italiano creando un linguaggio scenico che mantiene il fascino della poesia elisabettiana, ma resta pienamente comprensibile anche al pubblico italiano. Questa scelta lo rende particolarmente adatto alle aree turistiche: lo spettacolo è fruibile sia da spettatori italiani sia da visitatori stranieri, favorendo un’esperienza culturale accessibile e coinvolgente per tutti. La dimensione bilingue diventa così anche un ponte tra culture, un elemento di valorizzazione del territorio e della sua vocazione all’accoglienza.